Posate in argento, i segreti della lavorazione

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Nei secoli l’uomo ha modellato utensili da tavola in diversi #metalli. L’idea di placcare in #argento metalli poco costosi risale agli anni 40’ dell’800. Il “Silver Plate” e l’argento 9/25 rimasero dominanti fino agli anni ’50 del ‘900 quando debuttarono le posate in #acciaio INOX.

Le #posate in acciaio INOX durano a lungo e a differenza di quelle in Silver Plate non si scuriscono nè si consumano. La lavorazione parte da una bobina di spesso cavo di acciaio.

Per i #coltelli l’acciaio fluisce in un’intestatrice che lo taglia alla lunghezza della #lama, quindi modella ogni pezzo ricavando una testa ad una estremità. E’ il cosiddetto collarino che unirà la lama al manico. In un #forno si ammorbidisce il metallo, poi sagomato da una pressa forgiatrice, tre stampi in successione modellano il pezzo eliminando il metallo in eccesso. Una volta sottoposto a molatura il collarino vi si salda il codolo che va all’interno del manico. Ora una molatrice automatica assottiglia la lama in punta, una seconda molatrice ricava la dentellatura nel bordo anteriore, quello destinato al taglio; la parte posteriore più spessa permette alla lama di resistere alla pressione durante il taglio. Per i manici qui si usa acciaio INOX con un elevato contenuto di #Nichel, più resistente alla corrosione e più facile da modellare, quest’ultima caratteristica permette di decorarli incidendone motivi complessi. Anche per il manico l’acciaio della bobina passa attraverso una serie di stampi. Ogni pezzo finito è la metà di un manico. Una saldatrice unisce le due metà tenendo un’impugnatura cava. Per fondere definitivamente le due parti questa macchina taglia del filo di lega di #rame e lo pone nella cavità interna. Il pezzo è messo in forno, dove il filo si scioglie andando a riempire la fessura tra le due metà per saldarla. Una molatrice passa sulla linea di saldatura fino a renderla indistinguibile dal resto dell’acciaio. Del cemento liquido è versato al centro di un dispositivo girevole che può caricare cinquanta manici per volta, girando imprime una forza centrifuga al cemento che va a riempire i manici cavi, poi in ognuno si inserisce la lama. Dieci minuti in acqua bollente lo fanno solidificare, si pulisce il cemento fuoriuscito.

Al reparto #cucchiai una pressa ricava pezzi di acciaio Inox a forma di #pennello, poi dei rulli li laminano rendendo più sottile l’estremità, che diventerà la paletta del cucchiaio, una pressa sbavatrice taglia il profilo del cucchiaio. Una macchina detta “Pressa per coniare” imprime il motivo nel manico e dà alla paletta la sua forma tondeggiante.

Le #forchette sono fabbricate con un processo analogo, poi una pressa taglia i denti in due fasi, una barra di supporto evita che si muovano mentre una pressa per coniare imprime loro una leggera coniatura. La macchina successiva taglia la barra e impila le forchette finite.

L’ultima fase per tutte le posate è la #lucidatura, ruote abrasive in tessuto le lucidano con un composto chimico finché l’acciaio non brilla. I Set economici sono ora pronti per l’imballaggio, quelli più raffinati saranno invece sottoposti a completa o parziale placcatura in argento o in oro.