Placcatura, i segreti della lavorazione

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La placcatura è uno strato metallico che riveste un #oggetto fatto di #materiale diverso. Lo scopo può essere decorativo come nella placcatura d’#argento, oppure pratico, la placcatura in #zinco o# cadmio impedisce che il metallo sottostante arrugginisca, mentre la placcatura in #nichel o #cromo protegge dall’usura.

Si può placcare quasi ogni genere di #metallo, come ad esempio il processo di placcatura di alcuni pezzi aerospaziali di acciaio per renderli resistenti alla #corrosione. Affinché il rivestimento metallico leghi bene la superficie d’acciaio deve essere priva di contaminanti come oli e grassi. Gli operai appendono i pezzi su una vasca di solventi chimici in ebollizione. I vapori bollenti venendo a contatto con il metallo più freddo si condensano e sgocciolano nella vasca portando con sè ogni sostanza contaminante. I residui di solvente evaporano lasciando i pezzi asciutti e puliti. Un addetto che indossa un abbigliamento protettivo sabbia i pezzi con polvere d’ossido d’#alluminio, un potente abrasivo che irruvidisce la superficie in modo che la placcatura aderisca meglio. I metalli da placcatura più comuni per scopi industriali sono: #zinco, #cromo e #nichel. Pensate alle parti della moto e ai rubinetti del lavandino, gli oggetti decorativi invece come i servizi da tè vengono placcati in stagno, ottone, oro e argento.

Il procedimento in sè è chiamato #elettroplaccatura dato che l’elemento chiave è l’#elettricità. Si inizia legando dei fili di rame ad un supporto, anch’esso in rame, il metallo che conduce meglio l’elettricità, poi si collegano le parti in acciaio da placcare. Quando si collega il supporto la corrente elettrica lo percorre attraverso i fili fino a raggiungere i pezzi.
L’elettroplaccatura si esegue in una vasca in cui, dopo averla riempita d’acqua, si aggiunge una manciata di sostanze chimiche che aiuteranno a condurre l’elettricità perché l’acqua da sola non sarebbe sufficiente. Ai lati della vasca in alcune sacche ci sono dei cesti di metallo che contengono sbarre o sfere di metallo per placcare.

Si collega il #telaio di supporto alle parti in #acciaio al polo negativo di una sorgente #elettrica e il #cesto di cadmio al polo positivo per poi attivare una corrente continua a non più di 6 volt. L’elettricità scioglie il cadmio avvolgendo le particelle con una carica positiva. Queste viaggiano attraverso l’acqua attaccandosi ai pezzi di #acciaio con carica negativa creando uno strato di cadmio liscio ed uniforme. La #placcatura sottile richiede solo pochi minuti in vasca mentre quella più spessa diverse ore. Infine si risciacquano i pezzi in acqua per rimuovere i residui chimici. Per rendere i pezzi ancora più resistenti alla #ruggine si immergono in una serie di composti che innescano la reazione chimica della placcatura, aumentando la sua capacità di sopportare la corrosione.

La reazione però cambia il #colore. Un ultimo risciacquo in #acqua bollente e questo pezzo aerospaziale di acciaio placcato in platino è finalmente pronto. Tutto il procedimento è durato circa 90 minuti. Per placcare con #cromo o #oro bisogna utilizzare un composto chimico che contengo esso stesso cromo o oro. Questo perchè l’elettricità non può sciogliere abbastanza il cromo solido e per niente l’oro. Il composto si scioglie nel bagno come sale, ma si solidifica una volta raggiunto l’oggetto da placcare. La placcatura metallica è molto durevole ma se soggetto ad una forte usura l’oggetto dovrà essere riplaccato.