Penna stilografica, i segreti della lavorazione

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L’invenzione della #penna #stilografica risale al 1884, fino ad allora si usavano penne d’oca o pennini di #acciaio che andavano intinti ripetutamente nel calamaio. La penna stilografica fu una rivoluzione perchè aveva inchiostro in un #serbatoio interno. Per molti è ancora lo strumento di #scrittura per eccellenza.

Queste eleganti penne stilografiche di #produzione italiana hanno il #serbatoio dell’inchiostro all’interno del cosiddetto fusto. Ci sono diversi sistemi per riempirla di #inchiostro. La pompetta funziona come una siringa. Svitando la chiusura posteriore si tira verso l’alto il #pistone, creando il vuoto e risucchiando l’inchiostro. Quando si scrive l’inchiostro affluisce al pennino attraverso un regolatore. I pennini sono in acciaio inox oppure nei modelli di maggior pregio in oro compatto.

La fabbricazione del pennino inizia da una foglia d’oro. Una pressa la sagoma. Il foro eviterà che il pennino si spezzi quando verrà piegato. Un’altra pressa imprime numero dei carati e marchio di fabbrica, dando al pezzo la forma definitiva. Si taglia la scanalatura per l’inchiostro usando un #incisore a rotine in diamante più sottile di un capello. Per rinforzare la punta del pennino vi si salda una minuscola pallina di #iridio, un #metallo ad alta resistenza del gruppo del #platino. La punta di iridio viene levigata fino ad ottenere la giusta forma e dimensione che influirà sullo spessore del tratto, che potrà essere fino o largo, e sullo stile di scrittura che può essere italico o obliquo. La #pulitura è l’ultima tappa per ricavare da una comune foglia d’oro un elegante pennino. Il regolatore che trasferisce l’inchiostro dal serbatoio al pennino è un pezzo cilindrico di ebanite che viene tagliato a punta. Queste #lame incidono delle scanalature che durante la #scrittura si riempiranno di inchiostro, regolandone l’afflusso alla punta. Un’estremità del regolatore va in un sostegno, l’altra viene inserita dietro il pennino. Questa macchina spinge il pennino nella posizione definitiva che viene controllata con una lente di ingrandimento.

In un altro reparto si producono le parti esterne della penna, partendo da dischi di #argento 925 una pressa modella i cappucci. Il cappuccio protegge il pennino, ma ha anche una funzione decorativa. Spesso presentano elaborate incisione effettuate a punta di diamante. Questo modello ha il cappuccio decorato a strisce sottili eseguite da un #robot incisore. Un incisore a rullo vi applica quindi il #marchio dell’#azienda. Ogni cappuccio ha una clip in rame berillio, una lega robusta ma flessibile che viene placcata in oro. In molti modelli il fusto e altri elementi sono in #resina plastica. Una macchina per stampaggio a iniezione scioglie delle particelle di resina poi inietta il liquido negli stampi. Quando la resina solidifica ecco uscire le parti stampate pronte per la lucidatura. I pezzi sono tenuti insieme da anelli metallici. L’addetto all’assemblaggio controlla la posizione del pistone di plastica all’interno del fusto. Una volta inserito il #pistone si passa sul bordo del fusto del sigillante per evitare perdite di inchiostro. Poi si avvita la chiusura posteriore la stessa che si svita per tirare su il pistone e riempire la penna. Infine si monta il pennino. Ogni penna è sottoposta a specifiche prove di scrittura per assicurarsi che il risultato sia all’altezza dell’estetica complessiva.