Finestre, i segreti della lavorazione

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Le prime #finestre erano semplici fori nelle #pareti, nei paesi caldi si lasciavano scoperti, dove il clima era più rigido si usavano #pelli per tenere fuori il #freddo. In estremo oriente le finestre erano ricoperte di #carta, poi è arrivato il #vetro.

Questo #modello è chiamato finestra a battenti, un sistema di #leve consente di aprirla obliquamente. Per costruire il #telaio fisso si parte da pezzi di #PVC estruso lunghi 5 metri. Una volta fissato il pezzo nelle morse, una sega circolare guidata da un computer lo taglia al punto giusto. Lo stesso macchinario taglia i pezzi del telaio mobile che sarà a contatto con il vetro. Ogni telaio è costituito da quattro pezzi le cui estremità sono tagliate con un angolo di 45°. Nella #saldatrice automatizzata si caricano 8 pezzi per volta. Così si possono saldare due telai contemporaneamente. Prima un blocco di fusione alla temperatura di 230 celsius fonde le estremità, poi la #macchina le fa combaciare. Una volta fuse insieme formano i quattro angoli del telaio.

Quando le estremità fuse aderiscono sotto pressione il PVC in eccesso cola dai punti di contatto, poi si solidifica. Un altro macchinario ripulisce il tutto. Un #robot legge il profilo dello #stile del telaio, poi usa una delle diverse teste di taglio per limare gli angoli. Quindi, telaio fisso e mobile passano al montaggio dei #cardini. Nel frattempo, in un altro reparto, si taglia il vetro. Un enorme pannello di circa 2 metri per 3 è posto su un #tavolo da lavoro appositamente progettato. L’aria soffiata da un #compressore attraverso minuscoli fori tiene il vetro leggermente sollevato facilitandone lo spostamento. Il vetro è tagliato con un #incisore a rotina in carburo. Questa finestra avrà vetri isolanti detti termopain, sono costituiti da due pannelli con uno strato intermedio di gas argon, uno ha un #rivestimento metallico trasparente che riflette il calore all’interno della casa, una #guarnizione in #silicone fissata lungo il perimetro del primo pannello. La schiuma espansa è rivestita con una sottile ma resistente pellicola di poliestere per impedire fughe di #gas. La guarnizione funge da spessore creando un intercapedine di un centimetro e mezzo tra i #pannelli. Si pratica un foro ad ogni estremità della guarnizione. Questa finestra presenta motivi decorativi a griglia, sono in alluminio e si montano tra i due pannelli. Le barre sono poste a contatto con il primo pannello usando una guida per allinearle. Poi si sovrappone il secondo pannello che aderisce al bordo adesivo esposto della guarnizione. Ora, il doppio vetro passa alla pressa, i cui rulli assicurano che l’aderenza alla guarnizione distanziatrice sia perfetta. Una volta che il vetro esce dalla pressa si pompa il gas di argon attraverso il foro nella parte bassa della guarnizione. La velocità è fondamentale, se è pompato troppo rapidamente l’argon si mescolerà con l’aria contenuta all’interno anzichè spingerla fuori attraverso il foro all’estremità opposta. Una volta tappati i fori si passa sulla guarnizione un sigillante in poliuretano che rende il vetro termopain ermeticamente sigillato.

Ora il vetro di può fissare al telaio mobile. Un pezzo in PVC chiamato ferma-vetro lo tiene in posizione, per farlo aderire si usa un #rullo. Un po’ di #adesivo in PVC sigilla le fessure negli angoli. Quindi, si monta l’anta sul telaio fisso. Ora, si uniscono semplicemente i rispettivi cardini. Per finire si agganciano i sistemi di apertura del telaio fisso e di quello mobile. La finestra è pronta all’uso.