#Federmobili, l’emergenza e il settore dell’arredamento

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“Il sistema ha un grande bisogno di #liquidità generato dall’interruzione forzata delle #attività. Una #emergenza che si ripercuote sui pagamenti dei fornitori e sulla possibilità di onorare anche gli eventuali impegni presi in precedenza per chi ha rinnovato le campionature o ha investito nella #ristrutturazione dei locali. Su questi temi ci siamo confrontati con i presidenti di #Federlegno e #Assarredo e siamo tutti consapevoli che nessuna impresa è nelle condizioni di fare da banca a un’altra”. E’ quanto ha detto il presidente di #Federmobili Mauro Mamoli in un’#intervista rilasciata ad #AmbienteCucina riguardo l’emergenza epidemiologica in atto, la tenuta e la ripresa per quel che concerne il settore dell’#arredamento.

“Le #scadenze del 30 aprile e del 31 maggio possono mettere seriamente in crisi un #settore che ha una catena con anelli fragili, la cui mancata tenuta può compromettere la ripartenza. Anche lo #Stato si accorgerà di quanto questa crisi impatterà sulle sue casse, dalle scadenze differenziate dell’#Iva fino alle mancate accise sui trasporti, sui carburanti e tutto l’indotto che completa il mondo dell’arredo”, ha sottolineato.

“Le misure prese finora sono insufficienti. Si è fatto troppo poco e come sempre con un eccesso di #burocrazia. Bisogna sostenere il settore e il Paese con una iniezione di liquidità più importante ed accessibile. Per questo il 2 aprile Federmobili ha emesso un comunicato congiunto con le associazioni di riferimento per la filiera dell’edilizia e dell’arredamento – #Angaisa, #Fedecomated, #FME – aderenti a #Confcommercio #Imprese per l’#Italia. Un appello per richiamare l’attenzione su un comparto che genera nel nostro Paese 135 miliardi di fatturato all’anno e dà lavoro ad oltre 1 milione di cittadini italiani”, ha aggiunto.

“Il piano Bridge prevede per tutti gli operatori economici non finanziari un credito aggiuntivo (rispetto a quello che le banche metterebbero normalmente a disposizione) pari a massimo 3/12 del #fatturato 2019 dell’operatore, a tasso zero, rimborsabile in massimo 100 rate a partire dal 1 gennaio 2022, garantito al 100% dallo Stato a titolo gratuito. Si tratta di un Piano Ponte che insieme alle altre misure proposte dalla nostra #Confederazione consentirebbe a tutti gli operatori di onorare i pagamenti improrogabili e di mantenere l’occupazione, in modo da poter essere pronti a ripartire non appena l’emergenza sarà rientrata”, ha continuato Mauro Mamoli.

“Sicuramente questa è una occasione perché il nostro mondo superi quel ritardo nei confronti delle #tecnologie digitali che in generale lo caratterizza e perché si avvicini realmente a quel modello di negozio di cui si è parlato tanto in questi ultimi anni, capace di essere presente su tutti i canali, da quelli virtuali a quelli fisici. Anche noi come Federmobili stiamo sperimentando modalità di corsi on line che stanno avendo molto successo, come l’ultimo seminario realizzato interamente sulla piattaforma Zoom. Sul nostro sito, inoltre, sono anche disponibili le registrazioni delle dirette streaming che abbiamo effettuato a partire dallo scorso anno fino a quella dell’ultimo corso dei primi di marzo. Un’altra formula che potrebbe diventare un modello per il futuro”, ha detto ancora.

“Sicuramente la ripartenza sarà graduale, e prima ancora della riapertura avremo una fase in cui le consegne, che sono possibili anche oggi in teoria, saranno effettuate con maggiore serenità. Per ora non ci sono direttive sulla ripartenza, ma credo che bisognerà sanificare i locali e dimostrarlo, e che per un periodo sarà necessario l’utilizzo delle mascherine e guanti. Nei nostri negozi sarà sicuramente più facile gestire le misure di sicurezze e garantire un flusso di persone regolato. Tutto dipende, però, dalle garanzie sul futuro che darà questo Governo, l’incertezza frenerebbe comunque la ripresa”, ha concluso.